
Da
ItaliaQuest’anno ho avuto la fortuna di vivere un viaggio in Thailandia che porterò a lungo nel cuore. I primi dieci giorni sono stati itineranti, da Bangkok verso sud, alla scoperta di luoghi, colori e paesaggi meravigliosi. Gli ultimi cinque, invece, li ho trascorsi in un luogo davvero speciale.
Dopo una brutta ferita, avevo bisogno di fermarmi, prendermi cura di me e ritrovare quella connessione con me stessa che avevo perso. Ed è proprio qui che ho trovato il posto giusto.
Immerso nella foresta pluviale, questo resort è molto più di una semplice struttura ricettiva: è parte di una fondazione che, grazie ai ricavi degli alloggi e alle altre attività, sostiene l’istruzione e le spese sanitarie di bambini in difficoltà. Sapere che il mio soggiorno avrebbe contribuito, anche solo in piccola parte, a questi progetti ha reso l’esperienza ancora più significativa.
Fin dal primo momento sono stata accolta e coccolata da uno staff straordinariamente gentile, premuroso e attento a ogni mia necessità. Mi sono sentita davvero accudita, in un’atmosfera di autentica serenità.
Le giornate sono trascorse lentamente, seguendo ritmi che ormai avevo dimenticato: gardening, yoga, massaggi e pasti preparati con amore dalla cuoca. Ogni piatto era una piccola opera d’arte, bellissimo da guardare ancora prima che da assaporare.
Ho avuto anche il piacere di conoscere una delle fondatrici, una donna davvero in gamba, gentile e appassionata, che mi ha fatto comprendere ancora meglio il significato e il valore di ciò che stanno costruendo.
E poi c’è la foresta. Durante la stagione delle piogge è qualcosa di indescrivibile: il verde diventa ancora più intenso, i colori brillano, l’aria profuma di terra e vegetazione e il suono della pioggia che si mescola a quello della foresta crea una magia difficile da raccontare.
Sono arrivata qui con il bisogno di ritrovare un po’ di pace. Sono ripartita sentendomi più leggera, riconnessa e profondamente grata.
Non è stato semplicemente un soggiorno.